Il compostaggio domestico è un’attività facile, piacevole e concreta, sempre più diffusa tra chi possiede un giardino o un orto. Permette di diminuire la quantità di rifiuti prodotti e di riutilizzare autonomamente gli scarti domestici, sia della cucina sia del verde, trasformandoli in compost.
Si tratta di un processo naturale che consente di convertire la materia organica contenuta nei rifiuti domestici (che rappresentano circa un terzo del totale) in un fertilizzante utile per il terreno. Rispetto alla decomposizione spontanea, il compostaggio domestico avviene più rapidamente grazie a una corretta gestione della raccolta e a specifiche modalità di conservazione dei materiali.
Questa pratica, adottata in Italia da molte famiglie, viene sempre più spesso proposta anche nelle scuole, soprattutto primarie, come attività educativa per sensibilizzare bambini e ragazzi alla tutela dell’ambiente e ai principi dell’economia circolare.
Il compostaggio domestico rappresenta il metodo più semplice e diretto per ottenere compost.
È possibile compostare tutti i materiali organici biodegradabili, cioè quelli che possono essere decomposti dai microrganismi.
Al contrario, devono essere esclusi i rifiuti non biodegradabili o contaminati da sostanze pericolose o tossiche, così come vetro, plastica, carta, metalli e tutti i materiali destinati alla raccolta differenziata.
Esistono diversi metodi e strumenti per praticare il compostaggio domestico, che variano per struttura e modalità di utilizzo.
Si può optare per sistemi aperti, adatti a gestire grandi quantità di scarti (come il compostaggio in cumulo), oppure per contenitori chiusi di varie dimensioni e forme, dotati di aperture per l’aerazione (i composter).
Quando il materiale si trasforma in un terriccio scuro, soffice e poroso, il compost è pronto per essere impiegato.