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Questa attività può essere svolta, ma è fondamentale essere a conoscenza degli obblighi previsti dalla normativa per l’apertura di un cosiddetto allevamento familiare, così da evitare irregolarità in caso di controlli.

Il Servizio di Sanità Animale dell’azienda sanitaria competente ha fornito indicazioni utili per chiarire cosa si intende per allevamento familiare e quali limiti devono essere rispettati.

Si tratta di un’attività consentita solo per alcune specie e entro un numero massimo di capi, tra cui rientra anche il pollame domestico. 

Gli animali devono essere allevati esclusivamente per uso personale o autoconsumo, senza finalità commerciali.

Per quanto riguarda il pollame, il numero massimo consentito in un allevamento familiare è di 50 capi.

Per avviare questa attività è necessario seguire alcune semplici procedure. In primo luogo, è opportuno rivolgersi al Comune per verificare l’eventuale presenza di regolamenti locali che ne limitino o disciplinino l’apertura.

Successivamente, bisogna contattare il Servizio Veterinario di Sanità Animale competente per compilare la documentazione richiesta, necessaria per registrare l’allevamento nel Sistema Informativo Veterinario nazionale e ottenere il codice aziendale.

Solo dopo questa registrazione sarà possibile acquistare gli animali e iniziare l’attività.

Chi desidera tenere animali nel proprio giardino deve inoltre rispettare sia le normative nazionali sia quelle regionali e comunali.

In alcuni Comuni, ad esempio, è obbligatorio mantenere una certa distanza dalle abitazioni o dal centro abitato, e possono essere previsti limiti sul numero di animali e sulla posizione del pollaio rispetto ai confini delle proprietà vicine. 

È inoltre necessario evitare disagi legati a rumori o cattivi odori.

Infine, devono essere rispettate tutte le norme relative alla salute e all’igiene degli animali.

È obbligatorio comunicare il possesso dell’allevamento all’ASL, anche se di tipo familiare, per ottenere il codice identificativo necessario, ad esempio, per la prescrizione di farmaci veterinari. 

Senza tale codice, infatti, non è possibile ricevere determinate prescrizioni.

Inoltre, l’ASL può effettuare controlli periodici per verificare il rispetto delle disposizioni vigenti.

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